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Max Pescatori a Venezia: hic sunt leones

Rss

Venezia 14 settembre 2009. Si è appena conclusa la 66esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Dopo aver visto sfilare sulle passerelle l'avvenente Eva Mendez, il caustico Michael Moore, il pittoresco Hugo Chávez e la coppia del momento formata da George Clooney ed Elisabetta Canalis, abbiamo accolto l'atteso verdetto della giuria. Il prestigioso Leone d'oro è andato al film “Lebanon” del regista israeliano Samuel Maoaz.

Quella di quest'anno è stata, senza ombra di dubbio, una delle edizioni che più ha ammiccato al mondo del poker. A cominciare dal film che ha chiuso la mostra, “Tris di donne e abiti nuziali” di Terracciano, in cui Sergio Castellitto interpreta la parte di un giocatore di poker ossessionato dal gioco che finisce per indebitarsi fino al collo alla disperata ricercata della chimerica vincita.

Ma i forti legami del cinema con il mondo del poker sono ribaditi anche dalla prima, attesa edizione del Festival del Poker, in atto da oggi fino al 20 settembre sempre nella capitale veneta. Come ben saprete, sono previsti seminari, convegni, workshop didattici, videoproiezioni di film a tema e tornei per tutti i gusti, con l'evento clou di sabato 18 settembre: il torneo High Stakes Italian con iscrizione di 10.000 euro.

Come se non bastasse, il leggendario Max Pescatori coglierà l'occasione per presentare il nuovo libro “Giocare e vincere a poker online”, che spiega regole, tecniche di base e strategie del poker, ma soprattutto illustra le differenze tra poker online e quello dal vivo, insegnando a sfruttarle a proprio vantaggio per affrontare i tavoli verdi virtuali da veri campioni.

Una vita avventurosa quella del pirata, che fin da giovanissimo è rapito dalla passione dei videogiochi e delle carte: vince il primo torneo di scopa a soli 11 anni. Nei primi anni '90 Pescatori fa l'addetto alle vendite in piccolo supermercato della grigia periferia di Milano e scrive recensioni per una rivista di videogiochi.

Ma le carte sono la sua vita e un soggiorno a Las Vegas gli indica “la rotta”.max pescatori All'età di 23 anni Max molla tutto, si licenzia, vende la macchina e con la liquidazione “s'imbarca” per gli Stati Uniti. 

Inizia come croupier, ma ben presto impara il Seven Card Stud per poi passare al classico Texas Hold 'em. E al poker alla texana ci sa fare Max, tanto che nel 2006 si aggiudica l'evento No Limit Hold 'em da 2.500 dollari alle WSOP, proprio mentre, dall'altra parte del mondo, Grosso si accinge a tirare l'ultimo decisivo rigore che ci regalerà la quarta stella mondiale . Da quel momento sarà sempre la bandana tricolore ad accompagnare il bucaniere azzurro nelle sfide ai tavoli da poker. 

Nel 2008 bissa il successo alle WSOP, vincendo l'evento Pot-limit Hold 'em Omaha e nello stesso anno, dopo 15 anni passati negli Stati Uniti, ritorna in Italia, dove fonda una rivista specializzata sul poker.
Da emigrante a vera e propria icona del poker nazionale, oggi il pirata è un pioniere per quanto riguarda la divulgazione del poker sportivo nel Bel Paese: capitano della squadra pro di Gioco Digitale, commentatore tivù, e adesso anche scrittore di libri.

Staremo a vedere per quali altre inesplorate acque salperà il pirata... Hic sunt leones.

14-Sep-2009, 17:26

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