Grande anche grazie al poker: lo scrive Bill Gates nella sua autobiografia
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Che il poker abbia spalancato la strada della notorietà a giocatori come Max Pescatori o Daniel Negreanu è più che scontato, ma cosa c'entrerebbe il poker con Bill Gates? Molto, a leggere il libro riflessivo-autobiografico del 1995 “The Road Ahead”.
Nei primi quattro semestri ad Harvard, grazie alla passione comune per il poker, Gates conobbe Steve Ballmer con il quale poi costruirà l'impero della Microsoft. Inoltre, secondo l'uomo più ricco del mondo “nel poker, un giocatore raccoglie diversi pezzi di informazioni: chi sta agendo in maniera spavalda e che carte sta mostrando, quale sono i pattern di puntata e di bluff degli avversari. Poi cerca di metterli insieme nel tentativo di stabilire un piano di azione ottimale in base alle proprie carte”. Non è la stessa procedimento che si adotta nel preparare un business plan?
Che il poker sia un toccasana per il cervello e per le relazioni lo sostiene anche James McManus, professore di scrittura e letteratura che ha deciso di tenere un Corso sul Poker nella "School of the Art" di Chicago, portando ad esempio Obama che proprio grazie al poker riuscì a farsi accettare nella comunità di Chicago. McManus considera il poker addirittura “educativo”.
A ben pensarci non è molto lusinghiero pensare ad un'applicazione delle tecniche del poker nella vita quotidiana. Il poker è basato su bluff, inganni, generare false credenze. Ciò è ottimo se limitato al tavolo verde, in un ambito separato dalla vita. Ma buggerare gli altri ed arricchirsi grazie a bluff e inganni... beh, questa è un'altra cosa. Anche se questo innegabilmente ha aiutato gli uomini di successo a farsi strada.
19-Oct-2009, 16:43











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