Le storie di tre società di poker: Parte I – Planet Poker
Rss-

Coloro che investono denaro nelle società di gambling sanno che i titoli azionari “bollenti” sono quelli delle più frequentate poker room o dei più importanti tornei live. Questi titoli sono anche quelli che hanno andamenti meno prevedibili. Sia il poker online che quello live rappresentano un mercato molto competitivo e un passo falso nel marketing, negli investimenti finanziari o nel design può costare molto caro, causando un crollo immediato delle quotazioni in borsa. Quando si parla di titoli legati al poker, la legge della domanda e dell'offerta può portare immediati guadagni... e perdite altrettanto immediate. In questi articoli analizzeremo il buono, il brutto ed il cattivo dei business plan di tre delle più importanti società legate al poker.
La prima società di cui ci occupiamo è Planet Poker, il cui sito, sorto nel 1997, è stato il primo a lanciare una poker room a soldi veri. Per più di un anno è stata anche l'unica presente in rete, questo le ha dato un formidabile vantaggio nei confronti delle centinaia di poker room che sono nate successivamente. Oggi Planet Poker è messo maluccio, tanto che è diventato un sito di gioco “for fun”, senza soldi veri. Qualcosa è andato storto! Ma cosa?
Troppo impegnato a godersi il primato, Planet Poker ha trascurato gli investimenti in tecnologie. Perché preoccuparsi di investire quando non c'è concorrenza? Niente di più sbagliato! Nonostante nel primo anno abbia guidato la fila dei siti di poker online, l'anno successivo, quando Paradise Poker è stato lanciato, un software superiore e una maggior giocabilità hanno consentito al neonato sito di rubare una grossa fetta di clienti a Planet Poker.
Ci ha messo ben sette anni Planet Poker a migliorare la sua interfaccia di gioco, nel frattempo la poker room di Party Poker, più grande e più nuova, le ha rubato altri clienti.La mazzata finale per Planet Poker è arrivata nel 2006 con l'avvento della famigerata UIGEA. Da una parte la maggioranza dei membri paganti del sito, cioè 750.000 players, erano americani e con la nuova legge non potevano più giocare cash, dall'altro la società stava già navigando in cattive acque a causa della crescita della concorrenza. Sotto questi colpi Planet Poker decise di abbandonare la sezione del sito dedicata al gioco real money. Dal 2007 in poi Party Poker opererà solo con poker room “for fun”. Il valore della società è crollato insieme alla popolarità del sito, e oggi – travolto da un inesorabile declino – Planet Poker è un esempio lampante di investimenti sbagliati e business plan fatti coi piedi.
28-Oct-2009, 17:39











Esprimi la tua opinione qui sotto oppure nella nostra
Commenti
Pubblica un nuovo commento