Storia del baccarà dal 1400 a... James Bond
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Il baccarà veniva giocato già nel 1400 con carte molto simili ai tarocchi e ha quasi sicuramente origini italiane. Da questo gioco derivano alcuni classici da casinò come il Punto Banco e lo Chemin de fer. L'ipotesi sulla sua origine che più ci piace, almeno per il suo fascino narrativo, è quella di tal Lino Bussoli, usuraio abruzzese, che inventò il gioco per far soldi. In breve Bussoli diventò proprietario di molte sale da gioco (dove si praticavano altri giochi da lui inventati) che gli consentirono di guadagnare una piccola fortuna. Di lui si dice fosse una persona avida, disonesta e sleale verso la sovranità; proprio per questo un soldato locale gli tagliò le orecchie. Si dice anche che fosse una persona dall'aspetto inquietante, con un grosso naso adunco.
Alcune ipotesi altrettanto interessanti danno al baccarà origini etrusche. In un vecchio rituale si usava un dado da nove facce (nove è il numero vincente nel baccarà) ed una vergine bionda che a seconda del risultato del dado veniva uccisa o risparmiata. In caso di 8 o 9 veniva nominata sacerdotessa, con 6 o 7 non veniva uccisa ma esclusa a vita dai rituali religiosi, con meno di 6 sarebbe stata gettata in mare. Un'altra ipotesi accreditata dagli storici dei giochi è che l'origine del baccarà sia dovuta all'italiano Felix Falguierein, grande appassionato di scommesse che oltre ad ideare il gioco coniò il nome. Nel baccarà moderno le figure ed i dieci valgono zero e “baccarà” significherebbe proprio zero, il punteggio più basso di questo gioco. Ma la storia del baccarà dagli etruschi ad oggi è lunga e frutto di una continua evoluzione. Grazie a Bussoli il gioco si diffonde nel centro Italia, poi in qualche modo perviene all'aristocrazia francese che lo accoglie con grande interesse.
Alcuni fattori rendono il baccarà un gioco molto aristocratico: il fascino retrò di riti e procedure e la possibilità di scommettere grosse somme. In Francia fu introdotto negli ultimi anni del 1400 e rimase a lungo prerogativa dell'élite nobiliare più sofisticata. Conti, baroni e marchesi giocavano ingenti somme di denaro, gioielli e possedimenti, poi il gioco si diffuse presso i ceti popolari. Proprio in Francia nacque una delle varianti più giocate del baccarà: lo chemin de fer.
Il gioco approdò negli Usa sul finir degli anni 50' del 1900 grazie all'italo-americano Tommy Renzoni che integrò le regole del cosiddetto baccarà europeo con lo chemin de fer per diffonderlo nei casinò di Las Vegas. Come potete immaginare Tommy Renzoni era il classico gangster che conobbe il gioco a Cuba prima che fosse vietato dalla rivoluzione castrista che costrinse i casinò ad abbassare le saracinesche.
Renzoni, appassionato del gioco, decise di esportarlo negli Usa e convinse i proprietari del Sands casinò ad istituire un tavolo di baccarà. Qui ebbe un notevole successo e si diffuse anche negli altri casinò della “città del peccato”. Renzoni fu anche un teorico di questo gioco (qui trovate la pagina di GP dedicata alla strategia) e scrisse: “Renzoni on Baccarat” e “Baccarat: Everything You Want to Know About Playing and Winning”. Nessuno dei due libri è stato tradotto in italiano.
Il Baccarà è legato anche ad uno dei più celebri high roller di tutti i tempi, Akio Kashiwagi, conosciuto anche come “Il Guerriero”, che nel 1990 vinse sei milioni di dollari in un giro di puntate. Nello stesso anno però, dopo un after hour al tavolo verde della durata di sei giorni, perse la stratosferica cifra di dieci milioni di dollari. Si tratta della vincita e della perdita più clamorose a questo gioco che si siano mai verificate.
Ma a dare un tocco magico alla storia del baccarà è un personaggio celeberrimo, James Bond che gioca una partita a questo gioco in Casinò Royale. Ma stiamo parlando del libro del 1953 di Ian Flaming. Nel film, più recente, il baccarà viene trasformato in poker e quella di Bond contro Le Chiffre è una delle mani di poker più famose della storia del cinema (che vi avevamo proposto in quest'editoriale). Perché questa modifica? Certamente il regista ha cercato di cavalcare il successo del poker. Inoltre il baccarà è solo fortuna mentre il poker è un misto di fortuna e abilità e questo rende più credibile per lo spettatore vedere una puntata così elevata. Sono scelte commerciali che celano la “vera” grande passione di James Bond: il gioco del baccarà.
G.L.
02-Feb-2010, 23:40











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