Las Vegas: in mezzo al deserto il regno dei vizi e dei super casinò
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“Ricordati: a Las Vegas puoi diventare quello che vuoi” dice Jill Taylor in “21”, film sul gruppo di studenti del MIT che riesce a trovare una strategia pressoché infallibile per sbancare al blackjack. La verità è che la città di Las Vegas può diventare ciò che vuole, in quanto è un autentico simulacro, un replicante capace di riprodurre perfettamente le sembianze di posti magici e autentici presenti o passati come Bellagio, sul lago di Como, le Piramidi Egizie, Venezia, Parigi, lo skyline di Manhattan, l'antica Roma... nel giro di qualche chilometro, in qualche minuto di monorotaia o di... Limousine.
Prima di mettere piede a Las Vegas si ha già un'idea abbastanza chiara di quello a cui si andrà incontro, un'idea costruita da libri, film, immagini, documentari, racconti di amici e articoli di sociologi. Una volta giunti ci si rende conto che tutto ciò che si era sentito in proposito non era assolutamente sufficiente a rappresentare la follia del trovarvisi dentro. È tutto molto più estremo e fantascientifico di quanto si possa immaginare.
Come dire: dopo centinaia di chilometri nel deserto, nel nulla più assoluto, vi trovate in un immenso luna park all'ennesima potenza, scintillante di neon, dei fanali del traffico perenne, di luoghi della perdizione, di mega-hotel grandi come paesi e soprattutto luci, perché Las Vegas è una città che non dorme mai, in cui la notte non esiste. “Un mondo alla rovescia dove le stelle stanno sotto ed il buio sta sopra” scriveva Vittorio Zucconi; Las Vegas è così illuminata da oscurare le stelle. E le luci, lungo i boulevards, sono come le stelle comete, indirizzano gli avventori verso i luoghi del divertimento. Se Dante l'avesse potuta visitare, avrebbe reso Las Vegas un girone dell'inferno, anche per la sua capacità di racchiudere ogni forma di vizio. E da Las Vegas molti vizi (tipo il gioco d'azzardo) non fuggono, perché dovrebbero attraversare l'ostico deserto, quindi il resto dell'America li ha relegati lì, in mezzo al nulla, e si è messa la coscienza a posto!
Inferno, paradiso o limbo che sia, sono oltre 40 milioni i visitatori che volontariamente vi transitano ogni anno per lasciarci una quantità spropositata di dollari. E i modi per spendere a Las Vegas sono infiniti. Non stiamo parlando solo di casinò, ma anche di spettacoli, shopping center, lusso sfrenato, pernottamenti in alberghi da favola da migliaia di camere, ristoranti dove è possibile mangiare di tutto a qualunque ora del giorno e della notte... e naturalmente non si possono dimenticare i matrimoni istantanei ed eccentrici, senza pastoie burocratiche, resi celebri soprattutto da Hollywood.
Se volete sposarvi sul ponte dell'Enterprise di Star Trek, vestiti come klingoniani con un uomo vestito da Spock come cerimoniere, a Las Vegas è possibile (però permettetemi di dire che siete un po' svalvolati).Ma ciò che caratterizza il deserto sono oasi e miraggi. A rappresentare le prime ci sono le immense fontane coreografiche e musicali del Bellagio, tra le più grandi del mondo, oppure i pozzi d'acqua che tenevano vive le “verdi pasture” che diedero il nome, di origine spagnola, “Las Vegas”. Per i miraggi vien da pensare al sogno di arricchirsi nel minor tempo possibile e senza fatica, mito fondante della città; magari grazie ad un giro fortunato alle slots, ad un'audace mano di poker, una folle vincita alle WSOP, un premio in una tappa del circuito del WPT, oppure ad una serie di en plein alla roulette.
Dei quasi due milioni di abitanti della città molti lavorano per tenere vivo il sogno dell'enorme mole di turisti, e li aiutano ad immergersi nella realtà spettacolare per antonomasia: passare da un Musical ad uno spettacolo del Cirque de Soleil ad un concerto di Cher ad una puntata al casinò in una Venezia ricostruita. Ad alimentare il desiderio ci sono anche migliaia di lap dancer, un desiderio che viene sfogato nel gioco spasmodico che questi favolosi casinò e sale da gioco possono soddisfare. Las Vegas è una macchina per fare soldi, tutti gli ingranaggi, come fossero quelli delle slots, sono oliati perfettamente.
A permettere il grande sviluppo di Las Vegas fu un gangster, Benjamin "Bugsy" Siegel, che negli anni 40' fece costruire l'hotel-casinò Flamingo, che si rivelò un fallimento ma diede il via all'espansione della città, facilitata ovviamente dalla legalizzazione del gioco d'azzardo (1931).
Da allora sono nati hotel stratosferici direttamente collegati, anche con lussuosi tunnel sotterranei, con i casinò, così da non dover respirare il clima torrido del deserto. Impossibile non citare il Caesars Palace, oltre tremila stanze, con ambientazione dell'antica Roma, che vede esibirsi regolarmente personaggi del calibro di Elton John o Cher, oppure l'hotel New York New York, dove si trova la celebre ricostruzione della Statua della Libertà, o ancora il Bellagio, di cui avevamo già accennato alle immense fontane, costato 1,6 miliardi di dollari. O il Luxor resort, all'interno della ricostruzione di una gigante piramide nera che farebbe rabbrividire anche la Sfinge, quella vera!
Chi non avesse la possibilità di volare nel Nevada, può cercare la sala da gioco che preferisce navigando... col computer. Anche on line sono presenti molti casinò a tema che cercano di emulare le atmosfere dei casinò di Las Vegas. Molti di questi sono recensiti su Gambling Planet.
Gianluca Longhi
28-Apr-2009, 17:02








