Gambling online: perché nei periodi di crisi si gioca di più?
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Fino al famigerato 2008 sembrava andasse tutto bene nel mondo dei casinò terrestri che continuavano ad aprire nuove sedi ed attrarre fiumane di gente, poi in questo magico meccanismo qualcosa si è inceppato. Da Las Vegas a less Vegas, vale a dire “meno Vegas”, titolava una copertina del Time. La città del Peccato ha cominciato a svuotarsi, a conoscere locali vuoti, alberghi da migliaia di stanze deserti, strip club abbandonati dai clienti. Las Vegas, che rappresentava al meglio lo sfarzo del capitalismo, il liberismo assoluto, ha cominciato a scricchiolare sotto il macigno della crisi. Le azioni di Mgm Mirage in meno di un anno perdono il 50 %, i prezzi delle case crollano, la disoccupazione sale alle stelle. Non c'è da stupirsi; quando girano meno soldi si preferisce evitare di spenderli in un costoso viaggio in un tempio dell'azzardo ma starsene a casa e dedicarsi a svaghi più economici, magari smettere di giocare... oppure no?
E' questo il colpo di scena: non potendosi permettere lo sfizio dei casinò terrestri la gente piuttosto che smettere ha deciso di trasferirsi nelle sue controparti virtuali
Gli appassionati di gioco e scommesse non hanno cominciato di punto in bianco a dedicarsi al giardinaggio: continuano a giocare, ma lo fanno spendendo di meno, cercando modalità più economiche, quindi recandosi in un casinò online e risparmiando su viaggi, ristoranti, alberghi, vizi vari e... mance al croupier.Si entra così nell'era del gambling online, che ancora oggi non conosce incrinature. Si è più parsimoniosi nello scommettere ma si spera sempre nella vincita che cambi la vita, nel grande colpaccio. A dir la verità il gioco online non è stato l'unico a sfondare. Gratta e Vinci e Superenalotto l'hanno seguito a ruota (se non addirittura preceduto). Con essi può bastare una schedina da pochi euro per diventare milionari, per assaporare il sogno di liberarsi, a suon di banconote, dall'opprimente presente in cui si arriva a fine mese con l'acqua alla gola ed i creditori alle calcagna. I consumatori preoccupati per le prospettive sul lavoro e degli investimenti azionari scelgono di pensare al breve termine e “investire” i soldi nel gioco. Con la crisi è nata anche una nuova categoria che si affianca ai giocatori per passione, quella dei giocatori per soldi che giocano essenzialmente per risolvere le loro ristrettezze.
Il gambling online non conosce crisi perché permette di giocare con pochi euro da casa e vivere sensazioni identiche a quelle del gioco vero. Bastano pochi soldi (le puntate minime sono accessibili a tutti) e internet a banda larga che, secondo i dati OCSE, aumenta capillarmente in Europa (anche se con qualche problema in Italia). La banda larga naturalmente in sé non è sufficiente; anche i governi devono metter la loro parte liberalizzando il settore. Questo sta avvenendo in alcuni paesi (si attende una risposta dagli Stati Uniti) ma non in altri.
Il perfezionamento del sistema gambling online potrebbe aver contribuito al declino dei casinò ancora più che la crisi stessa. Ma quali sono le previsioni per quanto riguarda il gioco d'azzardo online? Warwick Bartlett, direttore esecutivo della Global Betting and Gaming Consultants, è uno che di solito in fatto di giochi ci vede chiaro. Recentemente ha dichiarato: “il mercato del gioco d'azzardo in internet ha dimostrato di essere resistente, ma certamente non immune dalle pressioni delle condizioni economiche globali". I governi potrebbero anche mettere dei paletti, come sta succedendo in Polonia, o ad alzare a dismisura le tasse fino a scoraggiare i giocatori e gli operatori.
Probabilmente prima di andare in crisi il gambling online dovrà attendere ancora il boom del “periodo mobile”, sul cellulare, che si prospetta come una seconda età dell'oro per chi ha deciso di investire in questo business.
G.L.19-Nov-2009, 07:44











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