Il futuro del gioco d'azzardo online
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A pensarci bene,“tecnicamente”, siamo già nel futuro del gioco d'azzardo. Ormai le esperienze di gioco tra casinò online e controparti terrestri sono equiparabili. Negli ultimi anni i software produttori di giochi di gambling hanno realizzato dei piccoli gioielli in fatto di grafica, di realismo, di suoni, di possibilità di scommesse, di sicurezza nei pagamenti, tanto che si è registrato un vero e proprio boom per quanto riguarda il gioco online mentre il settore dei casinò terrestri è un po' in crisi. Chiaramente molti preferiscono scommettere davanti al Pc.
Ma quali novità possiamo attenderci per il futuro? Terminerà lo straordinario momento d'oro del Poker Texas Holdem? Esploderà il Tagò nella versione cash on the web? Si tornerà ai giochi di una volta, come il backgammon, oppure ci sarà un'evoluzione che porterà a nuovi giochi d'azzardo sempre più complessi e sofisticati o a veri e propri sincretismi tra i giochi “storici”?
Per rispondere a queste domande ci vorrebbe la sfera di cristallo dei chiaroveggenti, un aggeggio che preferiremmo utilizzare per prevedere i numeri del keno. Non è facile capire nemmeno quale sarà il futuro del gambling on line in tanti paesi incerti tra proibizionismo e liberalizzazione. In Europa si oscilla facilmente tra queste due tendenze ed il mercato unico, con le stesse leggi e regolamentazioni, è qualcosa che non sta trovando un'applicazione reale perché, per quanto riguarda il gioco d'azzardo, manca una legge europea. Attualmente, nell'Europa dei 27, sono 7 i paesi che hanno messo al bando il gioco online, 7 quelli che limitano il gioco con normative molto complesse o consentono di gestirlo solo ad un monopolio, 13 sono invece i paesi dove è stata realizzata una liberalizzazione. L'Italia, come abbiamo già detto, si trova in un momento di transizione che porterà, si spera, ad una maggiore liberalizzazione.
Poniamo due scenari limite possibili:
1. Proibizionismo. Lo Stato è fermamente convinto che l'azzardo danneggi la morale, le famiglie, che porti ad un progressivo degrado, allora decide di proibirlo. Chiude i casinò, vieta i giochi pubblici, le lotterie, i concorsi a pronostico, manda in pensione tutte le slot machines, vieta il gioco online.
2. Liberalizzazione. Lo stato decide che, chi ha i requisiti richiesti, può praticare i giochi d'azzardo e gestirli. Molte imprese si candidano per la loro gestione, aumenta la concorrenza quindi la qualità delle offerte.Ma a questo punto si fa strada il problema che il gambling è globale per eccellenza e non si può circoscrivere nei singoli stati, quindi è difficile controllarlo. I giocatori che ne hanno la possibilità e le conoscenze si recano su un sito di un casinò che ha sede all'estero, in qualche atollo tropicale o a Gibilterra, perché non avrebbe senso giocare in un paese dove le tasse riducono sensibilmente le vincite. Nei paradisi tropicali del gambling, come in Costa Rica, le tasse sono infinitamente più basse così i casinò hanno più soldi a disposizione per effettuare promozioni più vantaggiose. In questo modo molti soldi “italiani” vanno all'estero, con l'ovvio danno per lo Stato che non può che porre dei paletti a queste trasmigrazioni di capitali. Per evitare o limitare questo fenomeno entra in gioco l'AAMS (Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato). L'AAMS è parte del Ministero dell'economia e delle finanze e ha lo scopo di gestire e regolamentare il gioco in Italia. Alcuni casinò che non rispondono ai requisiti dell'AAMS in Italia sono oscurati mentre quelli legali, oltre ad avere determinati standard di qualità e sicurezza, pagano tasse che rimpinguano le casse dello Stato. Il giocatore italiano può entrare solo nei siti di casinò autorizzati dall'AAMS a meno che non conosca come aggirare le limitazioni (cosa tra l'altro non particolarmente complessa).
Attualmente, in Italia, il gioco d'azzardo è limitato ad alcuni network (le pagine dei casinò online non autorizzate sono oscurate), e anche il Poker Texas Holdem, che è equiparato ai giochi di abilità. E' l'AAMS, a partire da maggio del 2008, che autorizza le poker room a praticare nel territorio italico e potete stare certi che nel giro di qualche hanno se ne vedrà qualcuna terrestre che prenderà il posto dei vecchi bingo. Per le poker room lo Stato monitora e prende il 3% l'anno sulla raccolta.
E' facile pensare che nel futuro si cercherà, almeno a livello europeo, di armonizzare le varie leggi mettendo in primo piano la trasparenza e la tutela del giocatore, aumenteranno gli obblighi di identificazione in ottemperanza alle direttive antiriciclaggio e probabilmente si arriverà, almeno a livello europeo, ad una tassazione comune.
G.L.
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25-Jul-2009, 15:04









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