La scommessa più famosa ai dadi fu quella tra i legionari che volevano spartirsi la tunica di Cristo, durante la crocifissione sul Golgota. Nonostante lo scudo dei legionari sia la “piattaforma” ideale per il lancio dei dadi, la diffusione di questo cubo numerato che ha fatto la storia dei giochi risale a migliaia di anni prima della nascita di Cristo.
Parlare della storia dei dadi richiede l'ausilio delle scoperte degli archeologi. Agli inizi si trattava di dadi rudimentali, plasmati da ossa di maiale, capre, montoni, pietre o conchiglie, usati per predire il futuro (alcuni esemplari sono conservati al British Museum
). I più antichi sono chiamati astragali, di forma approssimativamente tetraedica. Dunque anche i dadi, come le carte da gioco, avevano in principio uno scopo divinatorio. Attraverso dei segni, solo all'apparenza dettati dal caso, gli uomini credevano di cogliere la volontà degli dei.
Ben presto ci si accorse che, piuttosto che leggere il futuro, con i dadi ci si poteva anche divertire, così nacquero i giochi. La Tavola Reale è uno dei primi giochi coi dadi. Si gioca su un apposito tavoliere e lo scopo è portare le pedine sul lato opposto rispetto a quello di partenza. Ma i classici giochi dei dadi sono quelli che simulano una corsa, una gara in un percorso irto di insidie. Nel “Gioco dell'Oca” i concorrenti devono percorrere un numero vario di caselle (solitamente 90) muovendosi in base ai punti decisi dall'aleatorietà del dado. Esistono “Giochi dell'Oca” con varianti sostanziali in praticamente tutto il mondo. Quello che si dice abbia originato tutti gli altri è chiamato Shing Kunt t'o, ovvero “Promozione dei Mandarini”, un gioco cinese che si svolge su un tabellone con 99 caselle. Anche il domino può essere considerato uno sviluppo del dado. Originariamente usato per predire il futuro, in estremo oriente il domino sta ancora a cavallo tra il gioco d'azzardo e la divinazione. La disposizione dei pezzi può essere considerata segno di buon augurio anche per chi viene sconfitto.

I dadi venivano certamente utilizzati nell'antico Egitto ove il Senet era il gioco più diffuso, praticato persino dal faraone Tutankhamon. A Senet si giocava con quattro tessere con un lato bianco e uno nero (quindi dadi a due facce alias monete!). In base alla combinazione dei colori delle facce verso l'alto venivano spostati i pezzi. Ai tempi dei romani coi dadi si giocava a Dieci, un gioco molto semplice da fare in tre o più persone. Uno tiene il banco, a turno gli altri giocatori tirano tre dadi e se il giocatore fa meno di dieci la puntata va al banco, mentre in caso contrario è il banco che deve pagare, il doppio. Di un altro antichissimo gioco con tre dadi,il Sic Bo, vi abbiamo edotto in un editoriale precedente. Questo e molti altri giochi sono finiti nel dimenticatoio con la comparsa dei craps, uno dei giochi più popolari dei casinò americani. I craps sono comparsi nell'800' lungo le sponde del Mississippi e derivano da un gioco chiamato Azzahr che sarebbe sorto in Arabia e poi esportato in Francia dove avrebbe preso il nome Hasard.
Ma il bello dei dadi è che si possono utilizzare per un infinità di giochi. Si possono scommettere soldi o bevute (come nel caso di Tokyo, gioco alcoolico diffusissimo tra i giovani italiani), si può giocare a poker con dadi in cui sulle facce, al posto dei numeri, sono disegnate le carte (Nove, Dieci, Fante, Donna, Re , Asso)... fino ad arrivare ai dadi da baro, con i valori da 2 a 5 e due facce con valore 6. Ed è impossibile immaginare i più diffusi giochi di società (da Risiko a Monopoli) senza dadi. Si può dire che i dadi abbiano fatto la storia dei giochi!
G.L.
03-Mar-2010, 10:24
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