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Si pensava che una delle principali conseguenze della legge anti-gambling americana (nota come UIGEA, ossia l’Unlawful Internet Gambling Enforcement Act) maggiore attenzione si sarebbe riversata sul mercato asiatico. In effetti oltre all’Asian Pacific Poker Tour si e’ disputato a Macau ultimamente anche un evento high rollers che ha riscontrato una grande partecipazione dei grandi del poker a livello internazionale.
Non dimentichiamo inoltre che la grande azienda software Playtech ha annunciato qualche giorno fa di voler espandere i propri interessi verso il mercato asiatico ed stipulare una partnership con una azienda locale per fornire agli utenti asiatici poker e altri giochi via peer-to-peer. Si stima che il valore di tale progetto si aggiri intorno ai 5 milioni di dollari solo nell’anno 2008 considerando che il gioco online è legale in diverse nazioni del continente asiatico come le Filippine, la Cambogia, la Korea, Singapore, il Giappone e il Vietnam. Chissa che la Cina non segua l’esempio degli stati vicini.