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L'isola caraibica di Antigua e Barbuda ha fatto e vinto causa presso la Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC ma anche nota come WTO) nel marzo di quest'anno contro le restrizioni poste dal governo USA all'accesso al proprio mercato del gioco online.
In seguito a tale caso, gli Stati Uniti hanno quindi deciso di rendere permanente lo stato delle cose e rescindere il loro obbligo di mantenere aperto l'accesso a tale mercato come da protocollo GATS (accordo generale sul commercio internazionale dei servizi). Questa modifica è possibile ma comporta l'obbligo da parte degli USA di compensare tutti i paesi membri della WTO che ne facciano richiesta. Si tratta di cifre enormi, diversi miliardi di euro, e tale ricompensa può essere offerta tramite l'apertura di altri mercati.
Tra le parti lese e facenti richiesta di compenso adeguato ci sono l'Unione europea, l'India, Antigua e Barbuda, il Giappone, Macao, il Canada e l'Australia. Dopo aver presentato una iniziale offerta di compenso all'Unione europea, questa ha rifiutato dicendo che il compenso proposto non era proporzionale al danno recato alle aziende europee del settore. Si dice che il mercato del gioco online negli Stati Uniti sia di un valore di circa 100 miliardi di euro.
L'estensione del termine ultimo per la presentazione di un'adeguata ricompensa sino al 14 Dicembre potrebbe dare ulteriore tempo perchè passi la proposta di legge del membro del congresso Barney Frank (Democratico, Massachussets) che fornirebbe una buona base per la regolamentazione del gioco online negli Stati Uniti (la cosidetta proposta di legge IGREA) e quindi eliminare la necessità di compensare i membri della WTO. Con il passaggio della proposta IGREA, si eviterebbe una situazione davvero unica e poco piacevole sia per gli USA che per la WTO.