- Grandi bonus sino a €2400
- Grafiche coinvolgenti
- Esclusiva offerta GP
Rivelazione scientifica sulla natura della dipendenza da gioco, meglio nota come ludopatia, giunge da un centro di ricerca tutto italiano. La ludopatia potrebbe essere determinate da cause neurologiche: rigidità mentale frutto di defaillance dei centri della ragione e mancanza di freni inibitori, con il risultato che il giocatore ripete gli stessi errori in modo compulsivo e che la sua impulsività vince sulla ragione, portandolo a scommettere somme sempre più ingenti.
Questo e' quanto sostenuto da due studi della docente di psichiatria dell'Università di Pisa, Donatella Marazziti. La rivista internazionale Clinical Practice and Epidemiology in Mental Health, ha pubblicato il primo studio della Dott.sa Marazziti secondo il quale i giocatori dipendenti sottoposti a una serie di test neuropsicologici, risultano incapaci di imparare dai propri errori e trovare nuove soluzioni, una rigidità cognitiva causata, spiega la docente all'Ansa, "da mal funzionamento del centro operativo del cervello, la regione prefrontale, sede della razionalità".
Nel secondo studio, in uscita sulla rivista Neuropsycobiology, "abbiamo visto su un altro campione di giocatori che l'azzardo è legato a deficit di serotonina, inibitore delle scelte irrazionali, così si spiega la loro sfrenata impulsività", ci conferma ancora la Marazziti. "Queste due scoperte danno suggerimenti terapeutici ed aiutano a comporre il puzzle di tale disturbo". Anche i più recenti fatti di cronaca, ricorda la psichiatra, ci dicono che il gioco d'azzardo è una dipendenza sempre più diffusa. Come tutte le dipendenze, l'azzardo-mania è sicuramente figlia di una ‘matassa' complessa di fattori, difficile da districare.
La comprensione dei meccanismi che scattano nel cervello dei giocatori compulsivi è utilissimo per ideare strategie terapeutiche. "Due delle caratteristiche tipiche dei malati di gioco, spiega Marazziti, sono l'impulsività sfrenata che induce a giocare somme di denaro assurde portando al dissesto finanziario e talvolta, purtroppo, a gesti folli. L'altra è la compulsione, cioè il desiderio irrefrenabile a giocare di nuovo, come un drogato in astinenza".