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Per curare la febbre del gioco, una vera e propria tossicodipendenza che spesso gli stessi pazienti non riconoscono come tale, il Gruppo Arco s.c.s. - Ente Ausiliario della Regione Piemonte che dal ’93 si occupa del trattamento residenziale di persone con problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti ed il Dipartimento di Patologia delle Dipendenze A.S.L. 2 Torino, offrono PLAY OFF un progetto, una combinazione di psicoterapia, consulenza legale e consulenza finanziaria per aiutare i giocatori patologici non solo psicologicamente, ma anche a uscire dai debiti di cui spesso si ricoprono.
«Sono previsti due incontri di psicoterapia di gruppo alla settimana, più uno per i familiari dei pazienti, che saranno quelli che, fuori dall’ospedale, dovranno controllarli, gestendo il loro denaro e lasciando loro somme quotidiane via via meno ristrette - spiega la dottoressa Deborah Boni, coordinatrice del progetto - il processo di recupero dura almeno un anno, ma già in tre mesi, che è la durata minima del trattamento, si può iniziare a risolvere il problema, smettendo di giocare e pianificando, con l’aiuto di esperti, la gestione del proprio denaro».