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La Corte di Giustizia europea ha esaminato le procedure d'appalto, il requisito di un'autorizzazione di polizia e le sanzioni penali applicate, elementi chiave del caso Placanica che ha avuto fine in Marzo 2007 quando la Corte ha finalmente pubblicato la propria sentenza dopo anni di investigazioni. Al paragrafo 73 della sentenza Placanica, la Corte indica chiaramente che le restrizioni nazionali costituiscono un ostacolo alle libertà di cui agli articoli 43 e 49 CE e che spetta ai giudici nazionali determinare se, così facendo, la normativa nazionale "risponda realmente all'obiettivo mirante a prevenire l'esercizio delle attività in tale settore per fini criminali o fraudolenti".
La Corte ha quindi precisato ai punti 73.3 e 73.4 che gli articoli 43 e 49 del trattato CE devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa nazionale, quale quella italiana, che esclude e continua ad escludere alcuni tipi di società dalle gare per l'attribuzione delle concessioni e che impone sanzioni penali sulla base di tale esclusione".
Inoltre nella sua risposta all'interrogazione parlamentare, Charlie McCreevy invita infine i due parlamentari a prendere conoscenza della sentenza con la quale la Corte di Giustizia, il 13 settembre 2007, "ha affermato che la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli articoli 43 e 49 del trattato CE ed in particolare ha violato il principio generale di trasparenza nonché l'obbligo di assicurare un livello sufficiente di pubblicità".