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Le sentenze nazionali ed europee, ed interpretazioni di queste, continuano a contraddirsi a vicenda, creando un clima di assoluta incertezza legale. Da una parte, la Suprema Corte di Cassazione italiana ha disapplicato la legge penale in materia di scommesse perché in contrasto con la normativa comunitaria confermando le indicazioni della Corte di Giustizia europea nella sentenza Placanica. Dall'altra, il Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) del Lazio ha stabilito che le licenze rilasciate da uno stato comunitario sono valide solo per offrire servizi di gioco online e offline in quello stato che le ha concesse (sentenza TAR Lazio 6 Febbraio 2008).
L'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, d'altro canto, spiega in una lettera ai concessionari italiani che, non essendo un corpo di polizia, non può andare in giro per l'Italia a chiudere negozi o punti vendita. Tuttavia anche i Monopoli di Stato riconoscono la complessita' della situazione e promettono di muoversi e combattere l'illegalita' sia da Roma che da Bruxelles.
Più che situazione complessa sarebbe preferibile parlare di situazione semi-comica. Viste le continue sentenze e pronunciamenti da parte dei vari gradi della Giustizia penale, amministrativa ed Europea, ormai tutti gli operatori aspettano di sapere il proprio destino. I tribunali di mezza Europa, del resto, continuano ad esprimersi in maniera difforme sulle leggi dei giochi ma nessuno è in grado di arrivare ad una verità definitiva. Lo auspica Stanleybet che, intanto, incassa un'altra vittoria scrollandosi di dosso il rischio di denunce penali per l'apertura dei propri Ctd, dopo l'altro scacco matto messo a segno sulle 329 agenzie ippiche storiche che verranno rimesse a bando (parola del Ministero dell'Economia).
Lo auspicano i concessionari Aams di scommesse che chiedono maggiori tutele dopo aver sborsato milioni di euro per l'acquisto delle concessioni. Soprattutto perché tra pochi mesi scade il termine di validità delle licenze fissato in un anno e mezzo, e molti operatori non sono ancora riusciti ad aprire tutte le agenzie e i corner. Lo auspicano tutti gli addetti ai lavori di base come i ricevitori, baristi e gestori di locali pubblici interessati alla raccolta di scommesse.