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Un caso senza precedenti quello del Sig. Calvert, un giovane allenatore di cani, che ha fatto causa ai bookmaker della William Hill per l'enorme somma - 2,1 milioni di sterline, circa 2,8 milioni di euro - che ha perso in meno di due anni puntando su centinaia di avvenimenti proposti dai bookmakers. La "parte lesa" ha richiesto di avere restituiti tutti i soldi persi perché - ben sapendo di essere un giocatore incontenibile - aveva chiesto formalmente per due volte alla William Hill di non accettare più sue scommesse.
Malgrado la richiesta di autoesclusione, alla quale i bookmaker risposero positivamente, l'uomo potè aprire un nuovo conto dopo soli due mesi di stop ed è a quel punto che si è rovinato del tutto. Si mise infatti a puntare cifre sempre più grandi, arrivando ad esempio a perdere 347.000 sterline sul fatto che gli Stati Uniti avrebbero vinto nel 2006 la Ryder Cup di golf. Gli avvocati di Calvert argomentano che permettendogli di andare avanti con le scommesse malgrado la patologica ed evidente dipendenza dal gioco, la William Hill è venuta meno ai suoi "obblighi di assistenza" previsti espressamente in questi casi e deve quindi rimborsarlo al cento per cento per le grosse somme perse. Il caso sarà esaminato presso l'Alta Corte di Giustizia britannica. La William Hill è decisa a respingere le accuse del Sig. Calvert, che in seguito alle enormi perdite è andato in bancarotta ed è stato lasciato dalla moglie.