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Sentenza del TAR lazio a favore del bingo italiano

Rss
Era ormai ora che arrivasse una scossa nel settore del bingo. Tale svolta non arriva come ci si sarebbe aspettato da AAMS ma piuttosto, dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, che attraverso un'ordinanza datata 9 gennaio 2008, accoglie il ricorso presentato da un gestore di una sala bingo, contro l'annullamento della nota del Ministero Economia e Finanze-Amas, con la quale le società venivano intimate alla cessazione dell'attività di gestione del gioco. Alla base del provvedimento contro il quale le società ricorrevano, l'ormai nota piaga per gli operatori della tombola elettronica, ovvero: la presentazione (nel caso in questione, non presentata) di una fidueissione bancaria di 516mila euro, come previsto dalla normativa.

Agli imprenditori del bingo viene infatto richiesta la fideiussione bancaria di tale importo, che comporta all'imprenditore l'immobilizzazione dell'intera cifra a fronte dell'eventuale escussione. Condizione improponibile per la maggioranza delle sale italiane secondo le associazioni di categoria, e ora anche secondo il Tar Lazio, ingiustificata: secondo il Tribunale infatti "sussistono i presupposti per disporre l'accoglimento dell'istanza incidentale di sospensione dell'atto impugnato, in quanto le ragioni dell'Erario sono sufficientemente tutelate, allo stato, dalla garanzia prestata dalla ricorrente".

In sostanza, prevalgono i principi di ragionevolezza auspicati dalle associazioni durante la "battaglia" contro le fideiussione, per i quali la garanzia richiesta è riferita ad una attività che oggi non prevede la possibilità che le sale bingo si possano indebitare con lo Stato, e soprattutto perché le cartelle vengono pagate preventivamente al Ministero. Ma la presentazione di una fideiussione di € 516.000 viene domandata ai concessionari del bingo anche per il rinnovo delle concessioni, ormai tutte in dirittura di arrivo, essendo il gioco del bingo diventato operativo a partire dal 2001 e la durata del titolo autorizzatorio è fissata a sei anni. Il risultato di tale disposizione del TAR Lazio è che potrebbero essere considerate valide anche le garanzie finanziarie, senza bisogno di dover ricorrere alle banche o assicurazione, con il conseguente immobilizzo di denaro.

10-Jan-2008, 21:45

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