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La dipendenza dal gioco d'azzardo ed i suoi effetti devastanti trovano oramai una risposta politica in un vasto programma di prevenzione lanciata ieri nel canton Vallese. Oltre 50.000 persone in Svizzera giocano assiduamente con apparecchi con vincita in denaro. Sulla scia di questa dipendenza patologica, i dati statistici in merito alle perdite finanziarie derivanti dal gioco si gonfiano anno dopo anno. Si stima che nel 2006 ogni abitante abbia speso in media 530 franchi. Difronte a questi eccessi divenuti dei dati di fatto i cantoni romandi si uniscono per proporre un programma di prevenzione per combattere la dipendenza dal gioco.
"Lottare efficacemente, è lottare insieme. Affinchè si possano ottenere dei risultati bisogna permettere alle persone di sapere dove andare a cercare aiuto", ha dichiarato ieri Jean-Daniele Barman, segretario generale della Lega vallesana contro le tossicodipendenze (LVT), che si è assunta l'onere di applicare il concetto di prevenzione nel canton Vallese.
la LVT ha lanciato la campagna di sensibilizzazione in collaborazione con il Gruppo di studi romande sui giocatori patologici (GREA). Tale campagna si inserisce in un contesto dove: si richiedeva la liberalizzazione dei casinò; risponde a preoccupazioni statali nate, casualmente, dalla Legge sulle case da gioco, adottata a partire da una scelta popolare nel 2001; e parallelamente risponde ad una presa di coscienza della Lotteria romande, che si è subito interessata a instaurare una politica del gioco responsabile.
I cantoni hanno ratificato una convenzione che attesta di una reale volontà di gestione dei giochi di denaro e delle loro conseguenze per i pubblici poteri. L'accordo presentato oggi prevede di versare alla prevenzione e agli istituti incaricati al sostegno di giocatori patologici il 0,5% del prodotto interno lordo derivante dalle lotterie oppure dell'importo perso dai giocatori, che si aggirerebbe intorno ai 600 milioni di franchi annuali. Meno ufficiale di altre patologie ma di sicuro non meno pericolosa, ancora pochi giocatori consultano o meglio richiedono supporto e assistenza per sconfiggere questa malattia.
“I casi clinici recuperati sono tanti, il 46% dei trattamenti finiscono con una scomparsa della dipendenza mentre il 41% afferma di aver avuto un miglioramento della situazione", nota Jean-Félix Savary, segretario generale della GREA. La presa di coscienza dei politici è molto importante dal momento che, come evidenziano gli psicologici, la dipendenza dal gioco ha un impatto sociale forte. Il gioco compulsivo va di pari passo con altre forme di dipendenza, in particolare con l'alcol, riscontrabile in oltre un terzo dei casi e può condurre ad un indebitamento considerevole.
La posta di questo programma di prevenzione consisterà nella creazione di una fitta rete che metterà in contatto tutti gli operatori socio sanitari che possono aiutarci a sconfiggere questo tipo di dipendenza.