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La Francia e l’UE rischiano di non scendere a patti su questioni più serie come il rifiuto da parte di Parigi di riconoscere la libertà ad aziende del settore con sede in un paese UE di offrire servizi ai consumatori francesi in Francia. Al momento l’unico modo per offrire servizi ai cittadini francesi è quello di aprire una filiale in Francia e pagare tasse in Francia. Tale situazione risulta ovviamente crontaria al principio di libera circolazione di beni, servizi e capitali nel Mercato Interno.
Infine, Parigi, vede di cattivo occhio le somme rimesse in gioco dai siti di betting online che restituiscono fino al 95 percento delle somme scommesse, contro poco più del 70 percento rilasciato dal PMU e dalla FDJ. Una pratica che i due gruppi giudicano anti-concorrenziale visto che gli obblighi di corrispondere elevate tasse allo Stato gli impediscono di essere competitivi. "Se un accordo verrà trovato, bisognerà che questo sia in uno spirito di equa concorrenza", ha spiegato un portavoce della FDJ, perché le scommesse sportive hanno raccolto 377 milioni di euro nel 2006, sui 9,5 miliardi generati nell'insieme dalle scommesse online.