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La stampa torna ad occuparsi dei legami tra la malavita e il crescente successo degli apparecchi da intrattenimento e le scommesse sugli eventi sportivi. In un articolo uscito questa mattina su ‘Il Sole 24Ore', firmato da Claudio Gatti, che in passato si era occupato del riciclaggio e della lobby nel settore delle scomesse, si parla dell'inchiesta ‘Old Bridge', condotta dalla Procura di Palermo, che nel gennaio scorso ha messo in luce i nuovi collegamenti tra Cosa Nostra e le famiglie mafiose italoamericane. Secondo gli inquirenti, a coordinare l'attività era Maurizio Di Fede, che è stato accusato di associazione a delinquere di stampo mafiose assieme a salvatore Lo Piccolo, l'erede di Provenzano.
Ecco cosa si legge di lui sull'ordinanza: "Se da un lato Maurizio Di Fede, con la partecipazione attiva dei suoi, coordinava in prima persona il giro d'affari proveniente dalle ‘macchinette', dall'altro le risultanze investigative permettevano di appurare l'interesse, e di conseguenza l'infiltrazione della cosca mafiosa, in quel mercato nuovo e di rapidissima espansione derivato dalla legalizzazione delle scommesse sportive. In tale settore l'organizzazione criminale, ravvedendo grandi margini di profitto direttamente conseguenti alla crescente e rapida diffusione di centri scomesse del tutto legali, interveniva proponendosi, in forma occulta, come socio alla pari di coloro i quali gestivano legalmente i punti scommesse".