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Il profilo del giovane giocatore online italiano

21-Apr-2008, 06:45

Giochi e giovani. Quale rapporto lega i giovani giocatori all'offeta di gioco pubblico? E' il tema a cui Nomisma, l'ente di ricerca bolognese ha dedicato un approfondimento strutturando un team di ricerca che prende il nome di Osservatorio "Gioco&Giovani" che ha realizzato nel 2007 un'indagine, condotta su un campione di scommettitori online che ha permesso di evidenziare comportamenti, modalità e approccio al gioco che caratterizzano i giovani utenti di età compresa tra i 18 e i 26 anni.

«Da diversi anni ci stiamo occupando del tema del gioco», spiega l'amministratore delegato di Nomisma Giorgio De Rita, evidenziando che «ci è sembrato giusto strutturare un Osservatorio in grado di approfondire il tema». «Quello del gioco pubblico con premi in denaro è un settore in grande crescita, con un giro d'affari di 43 mld di euro che produce 8 mld di euro di entrate per l'erario. Dunque grande rilevanza economica, ma anche attenzione alla linea di confine tra attrazione economica e rischio patologico».

«Riteniamo - sottolinea De Rita - che ci sia il dovere di monitorare per capire come il fenomeno evolve e cresce, si diversifica e vede l'impatto della tecnologia sempre più forte, un allargamento qualitativo dell'offerta, oltre che quantitativo. In particolare abbiamo cercato di approfondite come il giovane vive il gioco e con quali rischi da una parte e dall'altra qual è la consapevolezza delle imprese e il loro livello di responsabilità sociale».

Innanzitutto, rispetto al rischio che il gioco si trasformi in una vera e propria patologia, De Rita chiarisce molto bene che ancor prima che esercitare una qualche forma di controllo, pur doverosa ad esempio da parte dei genitori sui figli, è indispensabile che si crei una cultura e una consapevolezza diffusa su che cosa sia il gioco e quali conseguenze possa comportare. Consapevolezza e cultura che oggi non ci sono. Perchè? «la ragione sta nel fatto - chiarisce De Rita - che le imprese faticano a diffondere i dati che le riguardano. Mancano di trasparenza. E questo anche per una forma di prudenza a non 'pubblicizzarè il gioco, conoscendo i rischi patologici a cui si può andare incontro». Insomma, una sorta di corto circuito. Perchè meno si conosce il tema, meno consapevolezza esiste intorno ad esse e più facilmente è possibile cadere in una rete senza rendersene conto, mancando, di fatto, qualsiasi forma di prevenzione.

Tornando alla ricerca di Nomisma, gran parte dei giovani che realizzano scommesse online, evidenzia la ricerca, è in possesso di un titolo di licenza media superiore o di un diploma di laurea (74%); tuttavia, è interessante notare come in questo particolare gruppo di scommettitori, nonostante comprenda coloro che al massimo hanno raggiunto il ventiseiesimo anno di età, quasi il 18% ha già conseguito una laurea. Solo l'8% ha invece concluso il proprio percorso scolastico al raggiungimento della licenza media inferiore. Buona parte dei giovani che realizzano scommesse tramite web è studente (43%). Tra chi invece ha già un lavoro, numerosi sono gli impiegati (19%), i liberi professionisti (11%) e gli operai (10%). Marginale è la quota di coloro che si dichiarano in cerca di occupazione (3%).

Chi scommette online è spesso protagonista anche di altre forme di gioco. Nel 2007, il 59% degli utenti online ha giocato almeno una volta al Superenalotto; pur restando elevata, tale percentuale scende tra i giovani utenti online (52%) che sembrano preferire tipologie di gioco come il Gratta & Vinci, caratterizzate dall'immediatezza con la quale si consumano. Nel corso del 2007, il 61% dei giovani scommettitori online ha infatti giocato al Gratta & Vinci, una quota molto elevata se si pensa che tale propensione si ferma al 50% considerando l'intero universo degli scommettitori on line. I giovani si distinguono anche per la maggiore attrazione suscitata dal Bingo: il 29% ha infatti provato questa tipologia di gioco nel 2007, quota più che doppia rispetto a quella registrata nella fascia di utenti con almeno 27 anni (12%). Al contrario, nel mondo giovanile sembrano suscitare meno interesse il Lotto e le Lotterie nazionali differite (ad esempio la lotteria Italia).

Rispetto al comportamento di gioco online, l'analisi dei comportamenti mostra alcune peculiarità che distinguono questo gruppo di utenti dall'intero universo di coloro che nel corso del 2007 hanno realizzato scommesse tramite internet. Coerentemente con una ripartizione dei giovani utenti per impiego professionale che suggerisce una minore disponibilità economica, l'approccio al gioco sembra più cauto tra i giovani, sia in termini di frequenza che di ammontare medio delle giocate. Proprio sull'ammontare medio delle scommesse realizzate si evidenziano le differenze più sensibili: il 79% dei giovani punta generalmente non più di 5 euro; tra gli utenti con più di 27 anni tale quota che scende al 56%. Minore è anche la frequenza delle giocate visto che la quota degli scommettitori che realizzano almeno una puntata ogni settimana passa dal 65% dell'intero universo al 62% tra coloro che hanno al massimo 26 anni.

«Solo il 15% - aggiunge De Rita - scommette 5-20 euro a settimana. E il 2-5%, invece, rappresenta la quota di giocatore cosiddetto 'patologicò. Emergono alcune specificità anche nelle modalità di gioco. I giovani sembrano, ad esempio, più attenti all'attrattività delle quote: il 32% individua in tale criterio il sito su cui scommettere, quota superiore a quella registrata per gli scommettitori online con almeno 27 anni di età (28%). Un altro fattore che distingue il comportamento dei giovani è la maggiore fidelizzazione al sito utilizzato per scommettere; il 60%, infatti, realizza le proprie giocate su un solo sito, a fronte del 51% negli scommettitori con più di 27 anni.

In un mercato delle scommesse online in grande espansione, diversi sono i fattori che differenziano il target degli utenti più giovani. A cambiare non sono solo comportamenti e modalità di gioco ma, più in generale, anche la percezione rispetto al mondo delle scommesse. Rispetto a quanto accade per il pubblico più adulto, nei giovani tra 18 e 26 anni è più frequente l'idea che le scommesse rappresentino una modalità per vincere soldi (il 44% rispetto al 31% tra chi ha più di 27 anni). Allo stesso tempo aumenta la percezione e la consapevolezza del rischio intrinseco alla scommessa (il 14% rispetto al 9% tra chi ha più di 27 anni). Si tratta di due evidenze che tratteggiano il modo più emotivo, ma comunque lucido, con cui i giovani si affacciano alle scommesse e più in generale al gioco. In ogni caso è prevalente l'aspetto ludico legato alla scommessa che è un modo per vivere con più passione ed emozione gli eventi sportivi (52%)



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