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La Direttiva stabilisce le norme restrittive con riferimento ai casinò e ai giochi online, ma non fa cenno a quelli terrestri. Dunque, prevedere nel decreto legislativo che ne ha dato attuazione specifiche disposizioni sulle sale scommesse sarebbe stata una misura aggiuntiva rispetto alla direttiva comunitaria, che solo al termine di valutazioni politiche, e non tecniche, si sarebbe potuto decidere di adottare". Con queste parole i tecnici del Ministero dell'Economia e delle Finanze precisano, dopo le polemiche delle scorse settimane, i motivi ‘procedurali' che hanno portato alla stesura del decreto legislativo entrato in vigore lo scorso 29 dicembre, il cui articolo 24 detta norme che vanno a toccare direttamente i giochi online e i casinò ‘terrestri', ma nel quale non si fa alcun cenno alle sale scommesse o alle sale bingo.
E se il rischio riciclaggio sia esistente anche nelle sale scommesse, come evidenziato anche nell'indagine condotta dal Sole 24 Ore, è un'ipotesi che la Commissione antiriciclaggio, istituita lo scorso 6 aprile presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha tutta l'intenzione di verificare. "Proprio nei giorni scorsi abbiamo avuto un'audizione con i Monopoli di Stato. Gli atti non sono pubblici ma quello che possiamo dire - fanno sapere dal Ministero - è che è stata molto esaustiva e che ci ha permesso di capire tutti i meccanismi riguardanti il mondo delle scommesse, sia a terra che online, e i relativi controlli a oggi attuati. Si tratta di un fenomeno che valuteremo attentamente, ma non ci saranno altre audizioni, perché gli elementi raccolti sono sufficienti e perché i Monopoli ci hanno promesso l'invio di un documento nel quale spiegheranno dettagliatamente quello che intanto ci hanno anticipato a voce".
Intanto, però, c'è da dare attuazione agli altri adempimenti riguardanti i casinò terrestri, che già lamentano un calo di ingressi e di introiti a seguito dell'obbligo di registrazione all'ingresso delle sale, non solo quelle dove ci sono i tavoli verdi, ma anche alle slot: "I provvedimenti nei confronti dei casinò non sono di certo una norma pensata ad hoc per danneggiarli, ma riguardano tutti i cittadini italiani. Comunque, l'articolo 24 del decreto legislativo prevede disposizioni attuative e vedremo di instaurare un tavolo di lavoro con i casinò così da cercare di trovare un sistema per loro meno gravoso per garantire la tutela dal rischio riciclaggio".